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Il Vaso di Pandora guida DCA per pazienti , familiari ed insegnanti Collana Quaderni del volontariato Cesvol
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Le vostre lettereAlcuni dicono che
Alcuni dicono che quando è detta, la parola muore. Io dico invece che proprio quel giorno comincia a vivere. Emily Dickinson
Il ritorno a casa Nicola Riccio
Nella stanza accanto c’è Claudia che ascolta la musica e accompagna con la sua voce il canto. Sentire la sua voce qui, che canta, è una emozione forte. Fra queste mura era da tempo che non succedeva. No, non sto dicendo che è tutto risolto. Ha le sue crisi e le sue ossessioni. Ma nel cielo le nubi si sono squarciate e tra lampi e tuoni appare il sereno. So bene che la navigazione è ancora lunga, però questa barca tiene la rotta e naviga; ondeggia, sale sull’onda, sbatte e beccheggia ma naviga. Quando ci siamo incontrati la prima volta con voi di Todi era una barca che andava alla deriva. È dura ma resistiamo. Claudia sta affrontando il suo percorso di dolore con tutta l’energia che ha recuperato in questi 4 mesi trascorsi al Francisci. Questa cosa, questa sua sofferenza ci ha cambiato la vita...no...ci ha cambiato il modo di viverla questa vita. Beh...non è particolarmente esaltante! ci voleva il suo dolore? non potevamo essere migliori senza passare questo guado? ma siamo poi veramente migliori? o il suo dolore lo stiamo utilizzando per assolverci da tutto quello che pensiamo di male di noi stessi? Ecco vedi, gira e rigira, si pensa solo a se stessi: come sono? ho colpe? questa cosa punisce me? sto espiando?! e così dimentichiamo che il dolore è sopratutto suo! mi dico: ma perchè non è successo a me? sarebbe stato meglio! è facile dirlo sapendo che così non è. E allora mi sento in colpa. Ancora. Per questo. Perchè sono disponibile a soffrire quando so che non sta succedendo a me. Se fosse successo a me avrei detto: perchè proprio a me? e avrei voluto che fosse successo agli altri. Ma è successo a mia figlia...quella che a differenza degli altri porta il mio sangue, ha la mia stessa faccia, è più vicina di chiunque alle mie emozioni. E questo mi fa capire che non posso sottrarmi alla mia porzione di sofferenza e che l’unico modo che ho per aiutarla e per aiutare me stesso è bere allo stesso calice. Per attraversare insieme a lei queste onde di tempesta in cui abbiamo rischiato di annegare. Consapevole che mi salvo solo se si salva lei. Ecco perchè la sua voce tra queste mura riempie le molecole dell’aria che respiro. E ogni molecola contiene un frammento dell’anima che si ricompone, occupa uno spazio nuovo e guarda verso oriente la dove ogni giorno sorge il sole.
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