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Il Vaso di Pandora 
guida DCA per pazienti , familiari ed insegnanti
Collana Quaderni del volontariato Cesvol
 

Il libro non è in vendita nelle librerie e può essere richiesto
nel sito tramite contributo volontario alla associazione
se sei interessato  scrivi a
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Pubblicazioni

• "Giganti d’argilla . I Disturbi Alimentari maschili"
 di Laura Dalla Ragione e Marta Scoppetta
Il Pensiero Scientifico Editore  Maggio 2009

I disturbi del comportamento alimentare si stanno gradualmente allontanando dall’essere un disturbo di genere e sempre più spesso si configurano come un problema di identità. In questo caso maschile. Laura Dalla Ragione e Marta Scoppetta spiegano perché, improvvisamente, gli uomini non sono più immuni da questi disturbi: da quelli "classici", come anoressia, bulimia e disturbi da abbuffata compulsiva, a quelli "nuovi", come l’ortoressia e la bigoressia, più specifici del genere maschile e che vedono in una certa cultura del benessere, dello sport e del mondo delle palestre i focolai a cui si ispira l'espressione di forme più moderne di disagio. Intercalate nel testo ci sono le voci, le lettere, le testimonianze dei ragazzi, dei figli, delle loro madri, delle loro mogli, perché la sofferenza di ogni persona si iscrive dentro la sua biografia e in quella della sua famiglia ed è solo lungo un processo di cura che comprenda la conoscenza di Sé e della propria storia che i pazienti possono rinunciare alla loro malattia per trovare un nuovo modo di "abitare" il mondo e il corpo.

" Il vaso di Pandora " guida DCA per pazienti , familiari ed insegnanti
Collana dei quaderni del volontariato Cesvol .

Questo libro nasce dagli incontri con genitori e familiari di
pazienti DCA presso la struttura Palazzo Francisci di Todi, residenza per la cura e la riabilitazione dei disordini alimentari.
Gli incontri nati per sostenere i genitori, si sono progressivamente
trasformati nel sostenere temi legati alla genitorialità, al dolore,
alla sofferenza che abita il mondo interiore di questi pazienti.
Le tante voci che contribuiscono alla realizzazione del libro rappresentano
la coralità degli intenti e dei percorsi di cura della
residenza Palazzo Francisci.

Ogni malattia richiede una spiegazione, interroga in profondo, si
inserisce nella vita del paziente e della sua famiglia, modificandone
gli equilibri e creandone di nuovi, entrando così a far parte
della storia di quelle esistenze.
“Molte persone condividono la stessa malattia, ma la storia di
ciascuno, il modo in cui quella malattia entra nella propria esistenza,
è per ciascuno unico ed irripetibile.
Questo è il motivo fondamentale per cui la terapia deve tener
conto di questa variabilità ed essere adattata caso per caso, per
cui anche il medico contribuisce, nella misura in cui ascolta ed è
attento al dispiegarsi della vicenda esistenziale del proprio
paziente, a scrivere insieme a lui la sua storia. L’idea è
che la speranza non è semplicemente un premio di consolazione
per le disgrazie necessarie della vita degli individui e della storia;
la speranza è piuttosto uno sforzo per vedere come le cose stanno
in movimento, come si evolvono, quindi la nostra mente non è
simile a uno specchio che riflette una realtà ferma, la nostra
mente è piuttosto qualche cosa che si inserisce nel mondo della
speranza.
Il principio della speranza è ciò che orienta gli incontri rivolti
ai familiari di pazienti con Disturbo del Comportamento
Alimentare, il progetto “ Il vaso di Pandora”, prende appunto il
suo nome dal mito che richiama alla speranza. Come ricorda il
mito Esiodeo, il vaso donato dagli dei era chiuso con un coperchio
impedendo al suo contenuto di uscire fuori, Pandora arrivata
sulla Terra, lo aprì e tutti i mali si riversarono sull’umanità, soltanto
la speranza, che era in fondo, non potè scappare.
Paradossalmente la speranza, non riguarda tanto il futuro quanto
il presente, nel senso che ogni istante può diventare significativo,
noi dobbiamo imparare a vivere ogni momento come se fosse
eterno: “Cogli l’eternità nell’istante” è un principio fondamentale.
Naturalmente per eternità non si intende un tempo lungo, gonfiato
oltre ogni dimensione finita, per eternità si intende la pienezza
dell’esistere, l’eternità riguarda quei momenti d’essere in
cui a me sembra di scoprire il senso delle cose, e questo senso
delle cose io lo scopro andando al di là dell’oscurità dell’attimo
stesso. La nostra coscienza del presente, che a noi sembra così cristallina, così trasparente, è in realtà opaca, e quindi il presente in effetti è oscuro,usando un proverbio cinese: “Alla base del faro non c’è luce”.
Questo significa, allora, che noi non dobbiamo proiettarci nel
futuro in quanto tale, ma illuminare, attraverso la conoscenza e
attraverso la conoscenza della speranza, quello che è il centro del
nostro essere, cioè dobbiamo buttare luce, dare senso a ogni
momento della nostra vita, specialmente dobbiamo trovare, ricercare
la forza per illuminare gli angoli in ombra della nostra esistenza,
anche quelli più dolorosi.

• 
 “
La casa delle bambine che non mangiano. Identità e Disturbi del comportamento Alimentare" di Laura Dalla Ragione -
Il Pensiero Scientifico Editore. Roma 2005 , 14 euro

Un excursus sui disturbi del comportamento alimentare (DCA), primo fenomeno di malattia globalizzata, che si espande a macchia d'olio in concomitanza al diffondersi di modelli, stili di vita, cultura del corpo e costituisce un'emergenza sanitaria la cui diffusione ha una rapidità ed una rilevanza pari a una vera e propria epidemia sociale.
Il libro mette a fuoco alcuni grandi problemi connessi con l'incremento e le mutazioni di tali disturbi, che negli ultimi anni hanno dato vita a forme nuove e complesse come la bulimia multicompulsiva, il disturbo da abbuffata compulsiva, l'ortoressia, i disturbi non altrimenti specificati e le condotte ad essi associate come autolesionismo, tossicomanie, disturbi della condotta, disturbi di personalità, raccontando soprattutto l'esperienza di "Palazzo Francisci" di Todi, uno spazio di cura alternativo all'ospedale e prima struttura pubblica italiana dedicata al trattamento dei DCA in età pediatrica ed evolutiva.

• " Il cuscino di Viola"  di  Laura Dalla Ragione e  Paola Bianchini
Edizioni Diabasis. Reggio Emilia  2006 ,13 euro

Questo libro nasce da un incontro. Incontro di saperi, scienze della natura e scienze dell’uomo, in un dialogo continuo, per fare uscire dall’ombra volti e  persone, nel  loro indistricabile intreccio di esperienza e malattia, biografia e sofferenza.
E’ l’incontro tra  filosofia  e  psichiatria all’interno di un’ esperienza appassionante quale quella di Palazzo Francisci a Todi, Centro pubblico italiano completamente dedicato alla cura dei Disturbi del Comportamento Alimentare. Dove un piccolo esercito di persone (sono sempre quelle che fanno la differenza) affronta quotidianamente una battaglia contro un disturbo che riguarda ormai milioni di giovani nel mondo .
I casi clinici e le testimonianze del libro si riferiscono a ragazzi e ragazze che hanno vissuto a Palazzo Francisci, un’esperienza di cura ma anche una esperienza di vita, che crediamo  non possano e non debbano  mai essere disgiunte.
Il libro è intessuto di esperienze cliniche, spesso dolorose, a testimoniare che ogni osservazione  anche la più teorica si nutre e parte  da uno sguardo attento e partecipato, unica vera garanzia di comprensione scientifica.
E’ la testimonianza di un’idea di cura che usa la parola, l’amore, il coraggio, la paura, le domande, come strumenti di guarigione.
Ci piacerebbe pensare che anche per altre patologie si potessero creare spazi di cura e di vita come quello che abbiamo sperimentato a Todi, e che ha cambiato la vita delle nostre pazienti, dei loro familiari ma anche inevitabilmente le nostre convinzioni e le nostre sicurezze.
Il loro congedarsi dalla vita, il ritirarsi in una stanza può contenere un potenziale critico e rappresentare l’ingresso in una dimensione utopica, in cui il mondo potrebbe essere diverso da come è.
La distillazione di essenze, (come diventa il loro corpo) di forme apparentemente astratte da un mondo che si vuole fuggire, può essere visto come il tentativo di andare al di là di uno stato divenuto intollerabile. La segregazione è volontà di potenza, un volere-al-di-là-di-sé, che fagocita continuamente vita, andandole bramosamente incontro, per poi allontanarsene. L’affollata moltitudine di riti a cui questi pazienti si sottopongono, è il risultato del loro avvicinarsi alle cose, agli affetti, al mondo, per poi prenderne congedo. Tuttavia il congedo ottenuto, non ha l’ effetto sperato: la sintesi superiore non ha ricostruito l’intero sperato, ma al contrario, a rimandato potenziandola una mancanza di sé e del mondo. Una nostalgia della vita che nel suo allontanamento non ha lasciato spazio per crescere.
Nella dimensione di ricerca di uno spazio di cura che accolga questo dolore e questa nostalgia, è nato questo libro. Dare delle ragioni forti per ritornare alla vita: poiché chi possiede un perché sa combattere contro ogni come.

• E’ uscito in libreria il libro “L’anima ha bisogno di un luogo”  di Laura dalla Ragione e Simonetta Marucci.
Edizioni Tecniche Nuove
"Un libro sui disturbi del comportamento alimentare, sulla loro  complessa origine e sui modi per "venirne fuori". Scritto da una autorevole esponente della più aggiornata "medicina integrata" e da una psichiatra che nella rete dei servizi pubblici ha saputo creare, con idee nuove e un notevole successo, una residenza aperta a chi di tali disturbi è divenuto prigioniero, uno spazio condiviso di brevi permanenze per avviare insieme, integrando le più diverse procedure, la ricostruzione della personale autonomia di ciascuno." Dalla prefazione di Tullio Seppilli.
Questo libro nasce dalla passione scientifica e umana condivisa di un gruppo di lavoro, quello del “Centro Disturbi del Comportamento Alimentare Palazzo Francisci” della ASL 2 Umbria di Todi, che quotidianamente affronta una battaglia a trecentosessanta gradi contro disturbi insidiosi e devastanti come l’anoressia e la bulimia, che interessano ormai milioni di giovani nel mondo.
Le tecniche di medicina integrata (meditazione, agopuntura, omotossicologia, auricoloterapia) utilizzate presso il Centro si affiancano a quelle della medicina tradizionale, attraverso percorsi terapeutici sottoposti a verifica continua, che applicano metodologie condivise dalla comunità scientifica internazionale.
Questo libro, tuttavia, offre anche una speranza: che la guarigione, intesa come cambiamento, sia possibile oggi grazie a un lavoro dedicato, in équipe, in cui le varie competenze si incontrano e compongono, come in un mosaico, un approccio concentrico al disturbo.

•“La cura” di Simonetta Marucci
 SI’ Editore
Il rapporto con il mondo è possibile attraverso l’anticipazione della cura ;grazie a questo l’uomo incontra ciò che è nel mondo. La cura si manifesta in innumerevoli modi,  quali: aver a che fare con qualcuno, occuparsi, ordinare, preoccuparsi, intraprendere qualche cosa o desistere. Anche i modi difettivi di questo fenomeno sono modi di prendersi cura: abbandonare, rinunziare, trascurare. Nell’atteggiamento positivo o negativo  è sempre la cura che si manifesta. Il prendersi cura è quindi, una struttura fondamentale dell’esistenza, l’uomo non è nel mondo semplicemente come cosa tra le cose, il suo è un costituirsi ed un progettarsi in seno ad un mondo di cui ci si prende cura. Heidegger per spiegare come la cura sia la struttura fondamentale di questo aver-a-che-fare con il mondo, usa la favola di Igino : la cura, mentre stava attraversando un fiume scorse del fango cretoso pensierosa ne raccolse un po’ e incomincio a dargli forma. Mentre era intenta a  stabilire che cosa avesse fatto, intervenne Giove. La cura lo pregò di infondere lo spirito a ciò che aveva creato. Giove acconsentì volentieri. Ma quando la cura  pretese di imporre il suo nome a ciò che aveva fatto, Giove glielo proibì e volle che fosse imposto il proprio nome. Mentre Giove e la Cura disputavano sul nome, intervenne anche la Terra, reclamando i suoi diritti sul nome,perché aveva dato alla creatura una parte del proprio corpo. I disputanti, allora, elessero Saturno a loro giudice, il quale comunicò ai contendenti la seguente giusta decisione “tu, Giove, che hai dato lo spirito,  al momento della morte riceverai lo spirito; tu Terra, che hai dato il corpo,riceverai il corpo. Ma poiché fu la Cura che per prima diede forma a questo essere, finché esso vive lo possieda la Cura. Per quanto concerne la controversia sul nome si chiami Homo poiché è fatto di humus”.
Questa favola assume un particolare significato per il fatto che vede nella cura ciò a cui l’uomo appartiene per tutta la vita. La perfezione dell’uomo si raggiunge nel preoccuparsi onticamente della vita, la possibilità di progettarsi, di occuparsi, deve essere considerata come cura in senso originario, cioè ontologico. Esistere, rimane un compito, per svolgerlo l’uomo è chiamato a rispondere del proprio essere, la cura e il prendersi cura sono la via e l’indicazione  del posto che abbiamo nel mondo.
           

 
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